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Scrittura antica

Scrittura antica

“La parola stampata imbalsama la verità per i posteri”. (Alejo Carpentier)

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Presentiamo una collezione di supporti di scrittura.

Rotoli di papiro, tavolette di cera, scatole con penne e inchiostri, rotoli di documenti e riproduzioni di antichi volumi latini.

I rotoli di papiro ci ricordano la scrittura in Egitto, grazie alla quale fu incoraggiata la diffusione della scrittura. In Grecia e a Roma era il mezzo più prezioso per la scrittura, dove si facevano copie per la distribuzione di copie. Essendo un materiale molto pregiato, solo poche persone vi avevano accesso.

La conservazione del papiro richiedeva una cura speciale. I rotoli erano conservati in contenitori di legno o di argilla per proteggerli dagli insetti ed erano impregnati di olio, che dava loro il caratteristico colore giallastro.  Come mostrato in uno degli articoli di questa categoria “Vessel from the Qumran scrolls”.

In Grecia e a Roma, le tavolette cerate erano il principale mezzo di scrittura, sia per uso pubblico che privato.   Chiamati in greco: pinakis, deltion, pyktion o grammateion e in latino: tabulae, tabellae, pugillares, cerae, potevano contenere qualsiasi tipo di scrittura, da dichiarazioni di guerra, poesie, lettere, documenti commerciali privati a esercizi scolastici. Sulle tavolette di cera il testo era facilmente inciso con uno stilo di metallo o un altro oggetto appuntito; ed erano anche facilmente cancellabili: gli stili di solito avevano una finitura smussata, a forma di spatola, all’estremità opposta alla punta, con cui la cera veniva raschiata, appiattita e levigata, e poi riutilizzata di nuovo; questo era particolarmente comodo a scuola. Con le tavolette, come dimostra il mondo romano, si potevano formare dittici, trittici e persino polittici, chiamati caudici, dai quali si passerà poi alla denominazione di libri, nel senso che hanno universalmente, quando apparvero nei primi secoli dell’era cristiana, cioè i codici. Questi polittici, dotati di maniglie, venivano appesi per mezzo di fili tesi e conservati nei tablinia o tabularia, cioè gli archivi romani.

Gli inchiostri e i calamai erano utilizzati per scrivere, così come i prodotti per fissarli. L’uso degli inchiostri risale già al terzo millennio a.C.   Gli inchiostri erano principalmente neri, sebbene la prima civiltà cinese usasse anche inchiostri rossi. Gli inchiostri rossi cominciarono ad essere usati in Occidente nel Medioevo. Per ottenere queste tonalità, si usavano altri prodotti, come la porpora, estratta dalle ghiandole dei molluschi gasteropodi, il cinabro, il carminio o le terre colorate, come la terra sinottica, così come l’oro e l’argento.